Curiosità diciottine:

Articoli e curiosità dal mondo dello sport

 

 

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Anche il mitico Toto Cutugno scende in campo per la causa #SalviamoilLatina. Il suo post sulla nostra pagina ufficiale di Facebook del  gruppo XVIII Dicembre 1932:

"DA TIFOSO MILANISTA SONO SOLIDALE CON LA TIFOSERIA DEL "LATINA". SALVIAMOCI — presso Bach Studio."

Un grazie da parte del Gruppo XVIII Dicembre e della tifoseria pontina!

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I diciottini ringraziano il nostro concittadino Vincenzo D'Amico per la piacevole visita presso la nostra sede! 

 

 

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Grazie Leicester!

Grazie perché hai mostrato quello che significa il calcio per tutti noi... "quando la palla entra e senti quella grande emozione chiamata: Amore per la maglia, rispetto e attaccamento alla città!"

XVIII Dicembre 1932

 

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Un dato inquietante che dovrebbe far riflettere società, istituzioni e cittadini:

 

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Per la rubrica "curiosità diciottine" oggi vi proponiamo una lettera del mitico mister Ranieri ai tifosi del Leicester. Una piccola squadra come la nostra che il mister sta portando alla vittoria del campionato di Premier League inglese. L'augurio verso i nostri giocatori è che quella maglia che indossano diventi una seconda pelle!

Articolo ripreso da Calciatori brutti. Testo e foto The Players Tribune.

 

We do not dream: la lettera di Ranieri ai tifosi del Leicester

Mi ricordo il mio primo incontro con il presidente quando arrivai a Leicester. Si sedette e mi disse:
“Claudio, questo è un anno molto importante per il club. Dobbiamo salvarci, dobbiamo riuscirci”

La mia risposta fu: “Ok, lavoreremo duro e proveremo a farcela”.

Quaranta punti, quello era l’obiettivo. Questo è quello che ci serviva per dare ai nostri tifosi un altro anno in Premier League.

Non avrei mai immaginato di avere 69 punti il 4 aprile e guardare tutti dall’altro al basso.
Solo l’anno prima la squadra era in fondo alla classifica.

Incredibile.

PHOTOGRAPH BY REX FEATURES/AP IMAGES

Ho 64 anni, quindi non esco spesso. Sono sposato da 40 anni, quindi nei miei giorni liberi cerco di stare vicino a mia moglie. Andiamo in un lago vicino alla nostra abitazione o quando ci sentiamo più mondani andiamo al cinema. Ma ultimamente ho sentito dei mormorii venire da tutto il mondo. Impossibile ignorarli.
Ho sentito che addirittura abbiamo dei tifosi negli Stati Uniti.

A voi: benvenuti nella famiglia. Siamo felici di avervi. Voglio che amiate il modo in cui giochiamo a calcio e voglio che amiate i miei giocatori, perché il loro percorso è incredibile.

Forse avete sentito i loro nomi. Giocatori che erano considerati troppo piccoli o troppo lenti per i grandi club. N’Golo Kanté. Jamie Vardy. Wes Morgan. Danny Drinkwater. Riyad Mahrez. Quando li ho visti allenarsi per la prima volta ho capito quello che avrebbero potuto dare.

Avevo capito subito che avevamo una chance di rimanere in Premier.

Questo giocatore, Kanté, correva talmente tanto che sembrava avere delle pile nascoste nei suoi pantaloncini. Non smetteva mai di correre.

Un giorno gli dissi: “Hey, N’Golo, piano. Non correre sempre dietro la palla, okay?”

Mi rispose: “Ok boss”.

Dieci secondi dopo lo riguardai e stava correndo di nuovo.

PHOTOGRAPH BY FRANK AUGSTEIN/AP IMAGES

Allora gli feci una battuta: “Un giorno ti vedrò crossare la palla e andare anche a colpire di testa”.

È incredibile, ma non è il solo.

Jamie Vardy, ad esempio. Non è un calciatore, è un cavallo. Deve essere libero di correre per il campo.
Gli dico sempre: “Sei libero di fare quello che vuoi, ma devi aiutarci quando perdiamo la palla, è tutto quello che ti chiedo. Se inizi a pressare tutta la squadra ti seguirà”.

All’inizio della stagione parlai coi giocatori: “Dovete giocare come una squadra, non siamo una big quindi dobbiamo lottare con il cuore, con l’anima. Non mi interessa contro chi giochiamo. Tutto quello che voglio è che lottiate. Se sono meglio di noi, okay, madevono dimostrare di esserlo“.

Sin dall’inizio c’era un clima speciale a Leicester.
Dal presidente ai giocatori, dallo staff ai tifosi si respirava un’aria buona. Il King Power Stadium trasmetteva elettricità.

I tifosi cantavano solo mentre avevamo la palla? Oh no. Quando eravamo in difficoltà cantavano ancora più forte. Capiscono la complessità del gioco, quando soffrivamo.

 

PHOTOGRAPH BY PRESS ASSOCIATION/AP IMAGES

Abbiamo iniziato molto bene, ma ripeto il nostro obiettivo era la salvezza.
Vincemmo le prime gare, ma concedevamo troppi gol. Dovevamo farne almeno due o tre per vincere. Mi preoccupava molto.

Prima di ogni gara dicevo: “Forza ragazzi, oggi niente gol”.

Non succedeva mai. Ho provato ogni tipo di motivazione.

Alla fine, prima del match contro il Crystal Palace, dissi: “Forza ragazzi, se oggi non subiamo gol vi offro una pizza”.

Ovviamente non prendemmo gol.

Quindi mantenni la mia promessa e portai tutti alla Pizzeria Peter in Leicester City Square.
Ma quando arrivammo feci una sorpresa:

“Dovete lavorare per tutto, lavorerete anche per questa pizza. Cucinatela da soli”.

PHOTOGRAPH BY PLUMB IMAGES/LEICESTER CITY FC/GETTY IMAGES

Ora disputiamo molte partite senza subire reti, dopo la pizza circa dodici.

Rimangono sei match e dobbiamo continuare a dare l’anima e gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Questo è un piccolo club che sta dimostrando al mondo cosa si può conquistare con la determinazione.

Ventisei menti, un solo cuore.

Solo qualche anno fa tutti i miei ragazzi giocavano in serie minori. Vardy lavorava in una fabbrica. Kanté era in terza serie francese, Mahrez nella quarta.

Ora stiamo lottando per il titolo. I tifosi del Leicester che incontro mi dicono che stanno sognando.

Non importa quello che accadrà alla fine di questa stagione, penso che questa storia sia importante per gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Dona speranza a tutti quei giocatori che ci provano, ma non credono di essere bravi abbastanza.

PHOTOGRAPH BY LAURENCE GRIFFITHS/GETTY IMAGES

Possono dire a loro stessi: “Come posso arrivare in alto? Se Vardy può, se Kanté può, posso anche io”.

Cosa serve per arrivare in alto?

Un nome importante? No.

Un contratto milionario? No.

Dovete solo tenere cuore e mente aperti e correre liberamente.

Testo originale e foto: The Players Tribune.

 

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