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Ritorna la rubrica de l’opinionista diciottino a cura di Antonio Guidi:

Sarà il derby di Frosinone a fare da spartiacque al “giovane” Latina di Vivarini. Dopo la netta sconfitta contro la favorita del campionato al Bentegodi e il pareggio in casa con un’altra favorita per i piani alti della classifica, lo Spezia, sabato alle 15 vedremo di che pasta siamo fatti, in una partita ricca di agonismo. Il Latina di Vivarini, ad oggi, ha delle certezze. Uno schema, il 3-5-2 , che esalta le caratteristiche di alcuni giocatori ma ne “azzera” quelle di altri, fondamentali l’anno scorso nella scalata alla salvezza. Con l’arrivo di Gilberto sulla corsia di destra vedremo un Latina molto più offensivo su questo lato del campo, a sinistra ci sarà da attendere i vari Di Matteo e Pinato. In porta Pinsoglio, questo sarà un anno fondamentale per la crescita definitiva del portiere juventino di Casalvieri. Nel reparto arretrato Brosco, Dellafiore e Garcia che danno garanzie, anche se l’ultimo arrivato, scuola Juventus, almeno nei primi due matchs, ha deluso le aspettative. A centrocampo, come detto, a destra Gilberto, a sinistra Scaglia che perde molte delle sue qualità giocando esterno in un centrocampo a 5, essendo uno dei pochi giocatori capace di creare l’uomo in più in mezzo al campo e di realizzare qualche goals: fuori ruolo. In mezzo al campo D’urso, oltre a essere la novità, è un condottiero, un ragazzo che calcherà da subito i campi della massima serie: insostituibile Mariga, l’unico contro lo Spezia capace almeno di tirare in porta, al fianco del giovane di Rieti garantisce prestanza fisica ed esperienza: necessario De Vitis, giocatore di qualità e quantità che sta facendo bene: cala alla distanza. Credo possa essere necessario l’innesto di un “cervello” a centrocampo, e Vivarini può meravigliare, avendo in lista giocatori che non fanno del recupero palla la loro forza, ma sanno dettare i tempi di gioco: M&M, Moretti e Marchionni. Avanti Paponi è l’unico inamovibile sino ad oggi, capace di far salire la squadra e di lottare su tutti i palloni. Al suo fianco Acosty incontra notevoli difficoltà, dovendo giocare un calcio non suo, fatto di giocate veloci in mezzo al campo, invece di puntare l’avversario a campo aperto (esterno di attacco a 3) Boakye e Corvia ancora ai box potranno ritagliarsi lo spazio, anche se il tecnico opterà, con tutti i giocatori a disposizione per 2 attaccanti veloci, come fece a Teramo (Lapadula-Donnarumma). Il derby è il derby, e la tattica conta relativamente poco, occhi sul campo.

Avanti neroblu

 

L'opinionista diciottino Antonio Guidi

 

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